RICORDO DI SERGIO CHIARANTINI
L'ASSOCIAZIONE > IL NOSTRO PANTHEON
Il 1° settembre ci ha lasciato Sergio Chiarantini, nato il 20 dicembre 1933, il nostro socio decano e una presenza cara a tutti. Figura discreta e affettuosa, Sergio ha accompagnato Uni Ostia sin dalla sua fondazione, portando serenità con il suo modo semplice di stare insieme. Anche negli ultimi anni, pur non frequentando i corsi, ha continuato a sostenere l’Associazione con affetto e costanza.
Quando leggerete queste mie parole, sarò andato
La sua verve, il suo spirito umoristico e insieme profondamente umano sembrano essersi condensati in quella lettera che il figlio di Sergio ha voluto leggere a tutti i presenti al funerale del padre, presentandola come se fosse stata scritta da Sergio stesso. Una lettera dal titolo «Quando leggerete queste mie parole, sarò andato».
Può sembrare una follia, e invece — a pensarci bene — è esattamente ciò che Sergio avrebbe fatto. Conoscendo la sua ironia lieve, la sua intelligenza brillante e quella capacità di sorprendere senza mai forzare la scena, si sarebbe quasi divertito a sovvertire ciò che di solito accade nel ricordare il defunto: doveva essere lui a prendere la parola, lui a salutare chi lo aveva conosciuto, amato e apprezzato, con quella lucidità che non lo ha mai abbandonato.
D’accordo con i suoi due figli, abbiamo chiesto l’autorizzazione a pubblicare quel testo: più di ogni altra testimonianza, racconta chi fosse davvero Sergio Chiarantini — un uomo semplice e mite, ma anche acuto, brillante e capace di sorprendere fino all’ultimo. In questa lettera che riportiamo più sotto, la sua voce sembra tornare a farsi sentire, con quella leggerezza e quella profondità che tutti gli riconoscevano.Vi invitiamo a leggerlo cliccando qui.
NOI TUTTI DI UNI OSTIA, LO ABBIAMO VOLUTO SALUTARE COSI'
Eravamo in diversi, in rappresentanza di Uni Ostia, mercoledì 3 settembre, ai funerali di Sergio, celebrati nella Chiesa Stella Maris, in via dei Promontori. In quell’occasione dopo aver ascoltato la lettera che il figlio aveva composto e letto a nome del padre, presentandola come se fosse stata scritta da Sergio stesso (...un gesto originale, delicato e sorprendente, che restituiva con fedeltà la ironia lieve e la umanità. di suo padre) avrebbe potuto chiudere da solo ogni ricordo. E invece, proprio perché diceva tanto di lui, abbiamo sentito il bisogno di prendere la parola e dire quel che veramente pensavamo tutti di Lui. Non potevamo esimerci dal rivolgergli il nostro saluto "reale" : Sergio “era dei nostri”, il nostro decano, e il nostro affetto meritava di essere espresso ad alta voce. Un saluto che non era solo di chi era presente, ma il pensiero unanime di Uni Ostia, la sua Associazione, che ha voluto tributargli con gratitudine e vicinanza l’ultimo gesto di affetto.
La grande famiglia di Uni Ostia si stringe nel ricordo affettuoso di Sergio Chiarantini, il nostro socio decano — come amichevolmente ci piaceva chiamarlo, e che a lui piaceva sentirselo dire, ridendoci sopra con quella sua ironia lieve, quasi timida.
A dicembre avrebbe compiuto 93 anni, eppure la sua presenza è sempre stata quella di un uomo capace di portare leggerezza, rispetto e una serenità che faceva bene a chiunque gli stesse accanto.
Sergio era una figura discreta, di quelle che non cercano mai il centro della scena, ma che finiscono per diventare importanti proprio per la loro naturalezza.
Aveva un modo gentile di stare con gli altri: mai invadente, sempre attento, sempre pronto a un sorriso che scioglieva le distanze. E questa gentilezza non era un gesto occasionale, ma un tratto profondo della sua persona.
Anche quando gli anni avevano iniziato a chiedere più calma e più riposo, Sergio non ha mai interrotto il suo legame con noi.
Rinnovava la tessera, seguiva le attività, manteneva vivo quel filo che lo univa alla nostra comunità. Era il suo modo semplice e sincero di dire: “Ci sono ancora, vi penso”.
E noi lo sentivamo, perché certe presenze non hanno bisogno di parole per farsi sentire.
Oggi lo salutiamo con gratitudine.
Gratitudine per la sua mitezza, per la sua fedeltà, per la serenità che portava con sé. E salutandolo, ci accorgiamo che persone come lui non scompaiono davvero: restano nei ricordi, nei gesti quotidiani, in quel modo di essere che ci hanno trasmesso senza mai voler insegnare nulla.
Ci stringiamo alla sua famiglia e a quanti gli hanno voluto bene.
E lo accompagniamo con un pensiero semplice e sincero: grazie, Sergio, per la tua presenza, per la tua bontà, per il tuo sorriso discreto. Continuerai a camminare con noi, nel ricordo e nel cuore.